PERCHÉ DIAMO TANTA IMPORTANZA AL GIUDIZIO ALTRUI?


Accade talvolta che diamo il CONSENSO, ovvero aderiamo al giudizio emesso da qualcun altro nei nostri confronti, senza passare attraverso il nostro giudizio. Es. Carla mi racconta che ha iniziato una nuova attività di lavoro come insegnante presso una scuola, gli allievi sono contenti, i genitori si complimentano con lei per la passione che dimostra e soprattutto perchè non hanno mai visto i figli così interessati a quella materia. Per caso Carla sente il Preside dire ad un collega: “Carla è una rompiscatole, sempre a chiedere di fare fotocopie, di comprare materiale scolastico, ma chi si crede di essere!”. In quel momento Carla riferisce che le cade il mondo addosso, inizia a disperarsi e non riesce più a lavorare, tanto da arrivare a chiedere il trasferimento. Questa frase “Carla è una rompiscatole” le crea confusione circa il giudizio che lei stessa aveva prima fornito: “Sono soddisfatta del mio lavoro”, si convince di essere veramente una rompiscatole e misconosce la bontà del suo lavoro. Come mai accade che, invece di passare attraverso il nostro giudizio, aderiamo in modo così incondizionato ai pensieri altrui? Ovviamente è accaduto qualcosa che ci ha fatto perdere la competenza, qualcosa ci ha disorientati. Non pensiamo più che il nostro giudizio è sovrano, bensì che lo è quello degli altri. Con il lavoro psicologico si può riabilitare quel giudizio, per far sì che l’eventuale adesione o meno ad un enunciato altrui, si esplichi attraverso un giudizio di ASSENSO, e non di consenso. 


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