Chi sono

Spotorno, 22.04.1980

 

Era il mio compleanno, stavo festeggiando i miei primi 7 anni di vita, eppure già non mi sentivo bene. Ero timidissima e sovente mi trovavo a essere in disparte, i miei compagni di classe erano a casa mia per festeggiare e io, seduta sul letto, li guardavo divertirsi e giocare, mentre mi sentivo ‘fuori’ da quel gruppo.

 

Ero una bambina timidissima, non osavo parlare con nessuno, se mi trovavo in compagnia di altri bambini, specialmente se non li conoscevo bene, mi sentivo malissimo.

 

Era proprio un dolore interno, un disagio a cui non sapevo dare un nome, sapevo solo che non stavo bene. In fondo avevo solo 7 anni.

 

Siccome ero cresciuta in Liguria e avevo i parenti in Piemonte, avevo poche occasioni di vederli e quando mi capitava non riuscivo a dare loro del tu, seppure i miei genitori mi dicessero che quella persona era mia madrina, io continuavo a darle del “lei”. Era più forte di me.

 

Quando facevo la quinta elementare ci siamo trasferiti in Piemonte ed ecco che mi trovavo nuovamente ad avere a che fare con tutte persone ‘nuove’ e, a causa della mia timidezza, non è stato affatto facile.

 

Arriva l’adolescenza ed il disagio aumenta, la timidezza è sempre lì e, oltre a quello, si somma il disagio di non sentirsi mai abbastanza belle, né mai abbastanza simpatiche, come le tue compagne di classe sono e sanno essere.

 

L’unico appiglio era la scuola, dove non avevo grosse difficoltà.

 

Alle scuole superiori inizio a riflettere sul mio futuro e su quello che voglio fare e sento crescere in me il desiderio di diventare una psicologa.

 

Volevo riuscire a capire se era possibile uscire da quella condizione di disagio e, se ci fossi riuscita, avrei aiutato anche altre persone a fare lo stesso.

 

C’è qualcuno che sostiene che chi vuole fare Psicologia è perché in realtà vuole prima di tutto curare se stesso e io penso sia vero, o perlomeno sicuramente lo è stato per me.

 

Era il mio tentativo di autocura, leggere e studiare libri di psicologia mi avrebbe sicuramente aiutato a risolvere il disagio che comunque mi portavo dietro dalle scuole elementari.

 

Rimango presto delusa perché i libri non ti aiutano e tu comunque non sai da che parte iniziare per risolvere i tuoi problemi.

 

Allora arrivo finalmente a pensare che l’aiuto di cui ho bisogno deve arrivare da un altro, per me non è facile, timida come sono, pensare di andare a parlare con una persona che non conosco, mi mette profondamente a disagio.

 

Infatti la prima volta che sono andata ero agitatissima, non sapevo cosa dire e come dirlo, in realtà sentivo dentro una valanga di cose da dire, avevo un turbinìo interiore che se da un lato avrebbe voluto uscire, dall’altro non sapevo da che parte cominciare. Ero così agitata e confusa che non ricordo né cosa ho detto io, né cosa disse lui, il mio Psicologo.

 

Poi man mano che il lavoro è iniziato e io sono finalmente riuscita a portare fuori di me il mio turbinìo, le cose hanno iniziato a prendere una forma diversa, le parole hanno dato un ordine alla mia confusione e il mio malessere interiore si è progressivamente dissolto.

 

Nel frattempo si faceva sempre più vivo dentro di me il desiderio di fare in modo che gli altri non provassero ciò che avevo provato io.

 

Non volevo che la sofferenza che io avevo sentito per così tanto tempo rovinasse anche la vita di qualcun altro.

 

Per questo motivo ho deciso che dopo la laurea avrei trovato la scuola che mi avrebbe aiutato ad aiutare.

 

Ho chiesto al mio analista, il quale mi ha indicato la scuola Società amici del pensiero di Giacomo Contri di Milano, e devo dire che in quel contesto ho finalmente sentito quelle parole di ‘cura’ che non avevo mai sentito alla Facoltà di Psicologia, ma solamente dal mio Psicanalista.

 

Giacomo Contri è il più grande Psicoanalista vivente in Italia, fu allievo di Jacques Lacan, di cui ne ha elaborato il pensiero, fino a diventare creatore di un pensiero nuovo, che ha ben descritto nel suo libro “Il pensiero di natura. Dalla Psicoanalisi al pensiero giuridico (Sic Edizioni 1994, 1998, 2006).

 

Ora sono più di 20 anni che faccio questo lavoro, ho scritto un libro “S-bloccati – Scopri quali sono i tuoi blocchi psicologici per liberare il tuo potenziale”  e ne sto scrivendo un altro “#HoSceltoDiNonSoffrire” per aiutare gli altri e aiutarli a capire che si può uscire dalla sofferenza.

 

Nella vita non si può evitare il dispiacere, ma si può vivere senza soffrire ed io ne sono testimone.

Ti lascio anche la testimonianza pubblicata da un mio cliente:

"Sono in cura dalla dottoressa Beatrice Bianco da sole tre settimane, ma mi sento già in grado di dire che si tratta di una professionista seria, preparata e anche molto umana.

 

Fin da subito é riuscita a mettere a fuoco le problematiche che mi causavano disagio e malessere, e che non ero riuscito a risolvere, se non in parte, con una precedente psicoterapia; già da adesso inizio ad avvertire dei sensibili miglioramenti, pur trattandosi di problemi che si trascinavano irrisolti da parecchi anni.

 

Tengo a sottolineare anche la cura per la privacy e la puntualità nel rispetto dei tempi degli appuntamenti. Un messaggio a chiunque soffra di un disagio psicologico: so per esperienza diretta quanto intensa possa essere la vostra sofferenza, ma non scoraggiatevi e non crediate che i vostri problemi non si possano risolvere, con un aiuto qualificato si può guarire."

Tony