Storie di vita di pazienti e loro guarigione.

Depressione e ansia.

Storia di una ragazza che piangeva sempre.

Antonella ha 21 anni, al primo colloquio non riesce a parlare, piange sempre, riesce solo a dire che non sa perché le viene così tanto da piangere, in realtà forse non ne ha motivo, ha tutto: un fidanzato che le vuole bene, una famiglia, è una studentessa brillante, riesce anche a lavorare e a mantenersi. 

Eppure la voglia di piangere è così forte.., dopo alcune sedute Antonella riesce ad iniziare a parlare e finalmente le parole prendono il posto delle lacrime, ci sono così tante cose da dire: così tante ferite e delusioni. Antonella aveva dei buoni motivi per piangere, non era vero che forse non c'era niente. 

Adesso con il lavoro svolto non ci sono più lacrime,  le ferite e le delusioni sono diventate solo più dei brutti ricordi. Ovviamente ci sono ancora tante cose da ‘sistemare’, ma Antonella riesce a prendere iniziative che prima non si sarebbe mai nemmeno immaginata, la sua vita diventa più serena e meno caotica.

 Le lacrime lasceranno lo spazio ad un timido sorriso, che diventerà nel corso dei nostri incontri sempre più ampio.

Storia di un cocainomane.

Storia di un cocainomane che ha saputo fermarsi in tempo.

Luigi è un ragazzo di 33 anni, coniugato, con un figlio. Durante il periodo adolescenziale, con il gruppo di amici, inizia a sniffare cocaina. Inizialmente nasce come uno svago durante il week end, è tutto sotto controllo, così lui pensa, ne fa uso saltuario, con gli amici e presto anche con la nuova compagna. 

La vita procede, inizia a lavorare, si sposa, arriva il primo figlio e le serate a base di cocaina diventano presto un vago ricordo. Tuttavia nel lavoro inizia ad incontrare degli ostacoli, niente di insormontabile, la normale gestione della vita lavorativa quotidiana, qualche conflitto con alcuni colleghi e il rapporto non sempre sereno con il datore di lavoro. Con la moglie ogni tanto ci sono dei problemi, ma si sa che con un bambino tutto si complica, ed è normale. Ricompare pero' la voglia di sniffare, ma non è per sempre, è solo per una volta, per dimenticare e tornare qualche volta a sentirsi invincibile.

 Solo che i problemi sembrano sempre più grandi e così il ricorso alla cocaina diventa, senza che lui ‘neanche se ne accorga’, quotidiano. Inizia il circolo vizioso, prima diventa un eroe invincibile e immortale, quando è sotto l’effetto della cocaina, poi sta malissimo, inizia la fase down e si sente un fallito. Un giorno, quando il rischio di perdere tutto: lavoro, moglie e figlio, diventa molto probabile e realistico, si ‘risveglia’ e decide di dire basta. Solo che non è così semplice, da solo ci prova, ma poi ci ricasca. 

Il lavoro psicologico sarà quello che lo aiuterà a mettere fine a questo circolo vizioso di up and down, dove l’illusione di essere invincibile, così come la successiva delusione di essere un fallito, lascierà spazio ad una percezione realistica della realtà. Scoprirà il piacere della vita quotidiana e comprenderà come i problemi che aveva erano in realtà facilmente affrontabili.

Attacchi di panico

Ho gli attacchi di panico.

Sono molti a rivolgersi a me per questo problema. Fortunatamente è facilmente risolvibile e le persone possono riappropriarsi facilmente del proprio quotidiano senza dover vivere con quel terribile timore di avere un improvviso attacco di panico. Insieme, io e il cliente, troviamo i motivi che hanno indotto una simile reazione. Progressivamente il panico si trasforma per non ricomparire più.

Di seguito ho scritto una storia di una mia paziente con attacco di panico.

Una donna che si sacrificava sempre.

Lucia ha 35 anni, una storia familiare complessa: un fratello con handicap, una mamma che decide di andarsene di casa, e un padre che la investe di tutta una serie di compiti che si addicono di più ad una moglie che ad una figlia. Lucia cresce con il pensiero di doversi sacrificare, di dover rinunciare a sé e alle proprie ambizioni, per aiutare l’altro.

Le sue scelte amorose continuano in questa direzione: i suoi ‘fidanzati’ sono persone con disagio, così lei continua a sacrificarsi. Un giorno però si accorge di essere arrivata al limite e arrivano i primi attacchi di panico. Si accorge  di non farcela più a continuare così, ma non sa cosa fare.

Arriva nel mio studio convinta di dover fare qualcosa, ma non sapendo bene da che parte iniziare. Aveva già provato a prendere alcune iniziative per migliorare la propria condizione di vita, ma il senso di colpa la faceva sempre tornare sui suoi passi.

Il lavoro svolto le ha permesso di comprendere le ragioni del suo comportamento e di riuscire finalmente ad intraprendere una vita diversa, in cui lei non è più relegata a seconda scelta,  ma in cui può coltivare le proprie ambizioni.

Terapia con adolescenti.

La storia di Lucio.

La storia di Marco.