ATTACCO DI PANICO


In gergo psico si chiama caso clinico, ma per me invece è: UNA DONNA CHE SI SACRIFICAVA SEMPRE. Lucia ha 35 anni, una storia familiare complessa: un fratello con handicap, una mamma che decide di andarsene di casa, e un padre che la investe di tutta una serie di compiti che si addicono di più ad una moglie che ad una figlia. Lucia cresce con il pensiero di doversi sacrificare, di dover rinunciare a sé e alle proprie ambizioni, per aiutare l’altro. Le sue scelte amorose continuano in questa direzione: i suoi ‘fidanzati’ sono persone con disagio, così lei continua a sacrificarsi. Un giorno però si accorge di essere arrivata al limite e arrivano i primi attacchi di panico. Si accorge di non farcela più a continuare così, ma non sa cosa fare. Arriva nel mio studio convinta di dover fare qualcosa, ma non sapendo bene da che parte iniziare. Aveva già provato a prendere alcune iniziative per migliorare la propria condizione di vita, ma il senso di colpa la faceva sempre tornare sui suoi passi. Il lavoro svolto le ha permesso di comprendere le ragioni del suo comportamento e di riuscire finalmente ad intraprendere una vita diversa, in cui lei non è più relegata a seconda scelta, ma in cui può coltivare le proprie ambizioni. (Ovviamente i dati biografici sono stati variati affinché nessuno riconosca alcuno) 


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