CORREGGERE I PROPRI ERRORI E' IL PRIMO PASSO PER CAMBIARE GLI ALTRI

Oggi ho letto questa frase in un Caffè di Cuneo, l’ho trovata interessante per due questioni che mi capita sovente di sentire: la prima relativa a sé stessi e al proprio cambiamento, la seconda relativa al cambiamento degli altri.


Partiamo dall’inizio: correggere i propri errori è possibile solo qualora siamo consapevoli che ne siamo noi gli AUTORI e gli ATTORI, cosa che non accade sovente.


Molto più spesso siamo nella situazione in cui crediamo semplicemente di reagire alle situazioni poste da altri.


Vi capita di pensarlo?


Solo quando riusciamo a sentire di esserne autori allora possiamo (se vogliamo, altra questione) scegliere di cambiare.


L’altra questione: il cambiamento degli altri non è possibile, tuttavia è possibile variare una situazione che non ci fa stare bene, nella misura in cui noi non ci rendiamo complici.


Cosa vuol dire essere complici? Lasciar fare, l'omissione, per esempio è un modo per essere complici di qualcosa che non va.



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